Diagnostica

Diagnosi della degenerazione maculare

La diagnosi precoce della degenerazione maculare è il fattore più importante per la prognosi. Strumenti come l'OCT, l'OCT-angiografia e la fluorangiografia permettono di identificare la malattia prima che il danno visivo diventi significativo e di distinguere con precisione la forma secca da quella umida.

La visita oculistica e il fondo oculare

Il percorso diagnostico inizia con una visita oculistica specialistica che comprende la misurazione dell'acuità visiva, la valutazione della refrazione e l'esame del segmento anteriore. Per la valutazione della macula è indispensabile l'esame del fondo oculare con pupilla dilatata, che permette all'oculista di visualizzare direttamente la retina, la macula e i vasi retinici attraverso un oftalmoscopio o una lampada a fessura con lente dedicata.

All'esame del fondo si possono identificare:

  • Drusen: depositi giallastri sotto la retina, espressione precoce della forma secca.
  • Alterazioni dell'epitelio pigmentato retinico (EPR): zone di ipo- o iperpigmentazione.
  • Aree di atrofia geografica: zone di atrofia dell'EPR e dei fotorecettori nelle forme avanzate.
  • Essudati, emorragie o fluido sottoretinico: segnali di neovascolarizzazione attiva nella forma umida.

L'esame del fondo è un punto di partenza essenziale, ma da solo non è sufficiente per definire lo stadio esatto della malattia e pianificare il trattamento: si associa sempre agli esami strumentali di seguito descritti.

Prima visita maculare. La prima valutazione specialistica per degenerazione maculare al Vision Center Napoli comprende visita con pupilla dilatata, OCT maculare di entrambi gli occhi e test di Amsler. Per prenotare: 081/5752822.

OCT — tomografia a coerenza ottica

L'OCT (Optical Coherence Tomography) è l'esame di riferimento per la diagnosi e il monitoraggio della degenerazione maculare. Utilizza luce ad alta risoluzione per produrre immagini in sezione degli strati retinici — un po' come un'ecografia, ma con una precisione molto superiore — e viene eseguito in pochi minuti, senza contatto e senza alcun dolore.

Con l'OCT è possibile:

  • Visualizzare e misurare le drusen (dimensione, volume, distribuzione).
  • Identificare aree di atrofia dell'EPR e dei fotorecettori (forma secca avanzata).
  • Rilevare la presenza di fluido intra- o sottoretinico, segno di attività della forma umida.
  • Misurare lo spessore della macula per confrontare le visite nel tempo.
  • Valutare la risposta al trattamento anti-VEGF nelle visite di follow-up.

L'OCT è fondamentale anche per le decisioni terapeutiche: la presenza o assenza di fluido nella retina guida il medico nel decidere se somministrare o rinviare un'iniezione intravitreale nella forma umida.

Standard diagnostico in Italia. Le linee guida della Società Oftalmologica Italiana (SOI) indicano l'OCT come esame di prima scelta per la diagnosi e il monitoraggio di tutte le forme di degenerazione maculare. Il Vision Center Napoli è attrezzato con OCT di ultima generazione per la valutazione della macula.

OCT-angiografia

L'OCT-angiografia (OCT-A) è una tecnologia avanzata che consente di visualizzare i vasi retinici e coroideali senza l'uso di coloranti iniettati. Sfrutta il movimento delle cellule del sangue come segnale di contrasto per ricostruire una mappa tridimensionale della circolazione retinica, strato per strato.

Nella degenerazione maculare, l'OCT-angiografia è particolarmente utile per:

  • Rilevare la neovascolarizzazione coroideale (CNV) — la crescita di vasi anomali caratteristica della forma umida — anche nelle fasi precoci, prima che causi sintomi.
  • Classificare il tipo di CNV (membrana neovascolare, tipo 1, 2 o 3) con implicazioni per la prognosi e la terapia.
  • Monitorare la risposta al trattamento nel tempo, valutando le variazioni del flusso vascolare.
  • Identificare alterazioni della circolazione capillare parafoveale nelle forme secche.

Rispetto alla fluorangiografia, l'OCT-angiografia è non invasiva (non richiede iniezioni) e fornisce immagini in pochi minuti. Non la sostituisce completamente — la fluorangiografia rimane il riferimento per alcuni aspetti diagnostici — ma nella pratica clinica corrente è lo strumento di primo livello per l'analisi vascolare nella maculopatia.

Fluorangiografia

La fluorangiografia (o angiografia con fluoresceina) è un esame diagnostico che utilizza un colorante fluorescente — la fluoresceina sodica — iniettato per via endovenosa, che circola nei vasi retinici e viene fotografato in sequenza da una fotocamera dedicata. Permette di visualizzare la circolazione retinica e coroideale con alta risoluzione e in tempo reale.

Nella degenerazione maculare la fluorangiografia è indicata per:

  • Confermare la presenza di una membrana neovascolare (CNV) nella forma umida.
  • Caratterizzare le lesioni in modo da classificarle e pianificare il trattamento.
  • Rilevare perdita vascolare (leakage) attiva come segno di neovascolarizzazione in fase essudativa.
  • Valutare lesioni che l'OCT-A non riesce a caratterizzare completamente.

L'esame richiede una puntura venosa per l'iniezione del colorante e può causare un lieve ingiallimento transitorio della pelle e delle urine. Prima di eseguirlo, lo specialista valuterà eventuali controindicazioni (allergie, insufficienza renale). Nella pratica attuale è spesso abbinato all'OCT-angiografia per una valutazione completa della neovascolarizzazione.

Il test di Amsler

Il test di Amsler è uno strumento semplice — una griglia quadrettata con un punto centrale — che permette di rilevare le metamorfopsie (distorsioni visive) tipiche della degenerazione maculare. A differenza degli esami strumentali descritti sopra, può essere eseguito anche a domicilio, rendendolo fondamentale per il monitoraggio tra una visita e l'altra.

Non è un esame diagnostico in senso stretto — non fornisce immagini della retina — ma è un prezioso strumento di sorveglianza: un paziente con forma secca che nota la comparsa di linee storte sulla griglia deve contattare lo specialista con urgenza, poiché potrebbe indicare la conversione verso la forma umida.

Per le istruzioni dettagliate su come eseguirlo a casa, come interpretare il risultato e quali sono i suoi limiti, consulta la pagina dedicata: Il test di Amsler — come si fa e cosa significa.

Indipendenza tra i due occhi. Il test di Amsler deve essere eseguito separatamente per ciascun occhio, coprendo quello non esaminato con la mano. Molti pazienti con un occhio migliore non si accorgono dei disturbi dell'occhio peggiore perché il visus del primo compensa. L'occhio che non viene testato separatamente può nascondere un peggioramento importante.

Ogni quanto controllarsi

La frequenza ottimale dei controlli dipende dalla forma e dallo stadio della malattia. In linea generale:

Situazione clinica Frequenza indicativa
Soggetto asintomatico con fattori di rischio (età >55 anni, fumo, familiarità) Primo controllo maculare con OCT; poi ogni 12-24 mesi se normale
Forma secca in stadio precoce Ogni 12 mesi + automonitoraggio con griglia di Amsler
Forma secca in stadio intermedio (drusen grandi) Ogni 6 mesi + automonitoraggio quotidiano con griglia di Amsler
Forma secca avanzata (atrofia geografica) Ogni 3-6 mesi per valutare progressione
Forma umida in trattamento attivo con anti-VEGF Ogni 4-8 settimane (protocollo treat-and-extend o PRN)
Forma umida stabile, in mantenimento Ogni 2-3 mesi per monitoraggio recidive

Queste indicazioni sono orientative: il medico oculista definirà un piano di follow-up personalizzato in base alle caratteristiche cliniche individuali. È importante non modificare autonomamente la frequenza dei controlli e non saltare le visite programmate, anche in assenza di sintomi.

Per informazioni sui sintomi da non sottovalutare e su come monitorare la propria visione a casa, consulta le pagine dedicate del sito. Per un appuntamento al Vision Center Napoli scrivi o chiama direttamente.

Vision Center Napoli

Prenota una visita specialistica

Il Vision Center Napoli offre una valutazione completa della macula: visita oculistica, OCT, OCT-angiografia, fluorangiografia. Diagnosi precoce e percorso terapeutico personalizzato per la forma secca e umida.

Via Posillipo 123, 80123 Napoli · www.visioncenternapoli.it

9 minuti di lettura Aggiornato il Revisione clinica: équipe medica

Domande frequenti.

Quali esami servono per diagnosticare la degenerazione maculare?

La diagnosi si basa su una visita oculistica specialistica con strumentazione dedicata. Gli esami principali sono:

  • OCT (Optical Coherence Tomography): è l'esame di riferimento. Produce immagini in sezione degli strati retinici in pochi minuti, senza contatto e senza dolore. Permette di visualizzare drusen, atrofia, edema maculare e la presenza di neovascolarizzazione.
  • OCT-Angiografia: variante dell'OCT che mappa i vasi retinici e coroideali senza l'uso di coloranti iniettati. Utile per rilevare la neovascolarizzazione coroideale (CNV) della forma umida.
  • Fluorangiografia: utilizza un colorante (fluoresceina) iniettato per via endovenosa per documentare la circolazione retinica. È particolarmente utile per caratterizzare la neovascolarizzazione nella forma umida.
  • Test di Amsler: griglia semplice per rilevare distorsioni visive (metamorfopsie). Può essere eseguito anche a domicilio per il monitoraggio tra le visite.

La visita comprende anche l'esame del fondo oculare con pupilla dilatata e la misurazione dell'acuità visiva.

L'OCT fa male?

No, l'OCT è un esame completamente non invasivo e indolore. Si esegue avvicinando lo sguardo all'apparecchio per pochi secondi; una luce viene proiettata sulla retina e il sistema acquisisce le immagini senza alcun contatto con l'occhio. Non richiede iniezioni né l'applicazione di strumenti sulla superficie oculare. Può essere necessaria la dilatazione della pupilla con collirio, che produce un lieve fastidio alla luce per qualche ora dopo la visita.

Ogni quanto fare i controlli per la degenerazione maculare?

La frequenza dei controlli dipende dallo stadio della malattia e dalla forma:

  • Forma secca in stadio precoce/intermedio: in genere ogni 6-12 mesi, con automonitoraggio domiciliare con la griglia di Amsler tra le visite.
  • Forma secca avanzata (atrofia geografica): ogni 3-6 mesi per valutare la progressione.
  • Forma umida in trattamento attivo: ogni 4-8 settimane, a seconda del protocollo terapeutico (treat-and-extend, pro re nata).
  • Forma umida in fase stabile: ogni 2-3 mesi per la sorveglianza della recidiva.

Lo specialista definirà la frequenza ottimale in base alle caratteristiche individuali del paziente. Per qualsiasi variazione improvvisa della visione — in particolare la comparsa di metamorfopsie — è necessaria una valutazione urgente al di fuori dei controlli programmati.